1879-1944

 

 

pittore ticinese

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FAUSTO AGNELLI - L’opera
Periodo macabro-simbolico-romantico-carnevalesco:
vi si affollano incubi e visioni fantastiche, rievocazioni elegiache, esaltazioni frenetiche; il tutto espresso con profondo senso di amarezza, talvolta con spirito acre, esasperato, tuttavia sempre percorso da un senso ironico della vita tale da sfiorare il sarcasmo.Queste sue opere rivelano un’immaginazione fertile, audace, sovente inquietante; il disegno è spesso nervoso, il colore ora smagliante ora evanescente, sempre sapiente e pieno di suggestioni.

Paesaggi ticinesi:
Fausto Agnelli ha lasciato dietro di sé, attraverso i suoi dipinti del primo periodo, una scia lugubre e in pari tempo luminosa. Affronta la rappresentazione paesaggistica facendo tesoro della profonda esperienza artistica acquisita. Procede oltre con spirito più sereno e pacato rispetto al momento precedente, eppure con nuova e sempre schietta esuberanza, attratto dal paesaggio della sua terra.
Al suo paesaggio ticinese egli si era già rivolto, ma a brevi intervalli, producendo alcune opere pregevoli fra le quali” MORCOTE”, “GIARDINO DI VILLA FAVORITA”,”SERATA SETTECENTESCA”. Negli ultimi anni della sua vita egli si dedicò completamente alla pittura paesistica e l’esposizione alla Kunsthalle di Berna che si tenne nel 1938 accolse una decina di notevoli suoi paesaggi, i quali oltre a sorprendere per questo nuovo orientamento dell’artista, ottennero unanimi consensi e lusinghieri riconoscimenti. I principali templi dell’arte svizzera acquistarono dipinti di paesaggi per aggiungerli a quelli dei periodi precedenti, già in loro possesso. Molte tele dell’Agnelli aventi come soggetto il paesaggio figurano nelle collezioni private più importanti, sia in Europa che negli Stati Uniti.
Nei suoi paesaggi vi è una profonda e schietta interpretazione della terra ticinese, ora dorata dal sole, ora ammantata di doviziosa vegetazione, ora aspra e rocciosa.
Delle scoperte impressioniste e post-impressioniste Fausto Agnelli si avvale per riassumere con pennellate energiche l’intenso azzurro del cielo afoso, solcato da qualche bianca nube, la freschezza verdeggiante di un mattino estivo, un romito villaggio dalle case a loggiati a ridosso del monte infuocato di sole, un purpureo tramonto sull’alpe brulla e rocciosa.
Con queste sue opere Fausto Agnelli si ricongiunge alla tradizione artistica ticinese: in essa vi è l’alacre ricerca della costruzione e dei volumi resi con mezzi sintetici, a volte schematici. Con rapidi tocchi e pennellate incisive egli esprime l’essenza delle cose statiche o fuggevoli; con una colorazione talvolta ricca di toni, sobria tal’altra, ma pur sempre intessuta di squisitezze cromatiche, riesce a rendere con estrema efficacia e maestria la propria sensazione pittorica.

Tutte le sue opere sono identificate da un segno personalissimo e ne svelano il temperamento. In continua evoluzione e ascesa, Fausto Agnelli tracciò nella storia dell’arte svizzera un’orma propria, un solco profondo e ben definito. Basta dare un’occhiata ai suoi quadri per esclamare con assoluta sicurezza: ”E’ un Agnelli!”

 

 

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